Si parte!! Si parte per l’Africa!! Ho solo ricordi di un altro tempo e a distanza di molti anni sembra di andare in un mondo parallelo; del resto quando si tornano a visitare i luoghi della nostra memoria le sensazioni non sono più le stesse, i paesaggi, la gente e noi stessi non siamo più gli stessi.
Ed è molto diverso il mondo di un bambino da quello di un adulto, si perde l’innocenza.
Tra due ore ho il volo per la Nigeria, destinazione Port Harcourt.
Nella mia mente cominciano a riaffiorare i ricordi: la terra rossa, i temporali, i piccoli villaggi sperduti nella savana, il fiume Niger con le sue piene e le secche……
Ho accettato di andare a lavorare in questo paese, oltre che per motivi economici data la grave crisi economica, anche per dare a questo Continente qualcosa, qui sono nato e qui ho vissuto molti anni.
Mio padre mi ha accompagnato all’aeroporto, anche lui è emozionato e forse pure un po’ preoccupato, ma la sua benedizione è il mio scudo contro il male, c’è quasi sempre stato nei momenti più difficili della mia vita ed ogni volta scopro sempre quanto più gli voglia bene.
Sono un uomo onesto, sognatore, filosofo, guardo sempre avanti, cerco di seguire il mio destino, che considero la mia guida, la voce del cuore. Ma ho paura, sento che tutto è così misterioso, sono solo, io è il mio viaggio, tutti i legami in questo momento si spezzano.
Mi imbarco a Parigi e già sento l’Africa entrare, sul mio volo osservo tutte queste nere, sono più grandi e si sente l’odore acre della pelle scura; mi viene in Ebraim il giardiniere, chissà dov’è e che cosa fa, del resto sono passati 25 anni. Ho vissuto per circa 4 anni a Bakolori, nella regione di Sokoto, mio padre mi portò assieme ai miei fratelli quando avevo ancora 10 anni. Faceva il Geometra per un’Impresa che stava costruendo una diga e adesso mi trovo a lavorare per la stessa azienda ed a tornare nello stesso paese.
Dopo il rapimento di 2 Italiani i lavori sono stati gestiti dai locali e sono andati a rilento, per cui io ed altri italiani stiamo andando per rimettere le cose in sesto. Per poco più di 3000 euro ho accettato di andare, ho solo paura dei rapimenti che sono all’ordine del giorno.
Port Harcourt è una zona ricca di giacimenti petroliferi e le più grandi multinazionali sono qui per sfruttarli ed è per questo che i ribelli del Mende rapiscono gli occidentali. Ricordo un documentario sui questi ribelli e la cosa che mi impressionò era vedere il loro capo parlare alla telecamera con lo sfondo di un bar pieno di alcolici. Essi vogliono che i proventi del petrolio vadano al popolo, ma in realtà anch’essi sono come chi li governa: crudeli, avidi e corrotti. E noi Occidentali? Noi li corrompiamo, li paghiamo affinchè tengano a bada il popolo. Lasciati nell’ignoranza, nella povertà e dominati con la forza.
Non dimentichiamo!! Ogni volta che ci vestiamo, mangiamo, accendiamo una lampadina è a loro discapito, siamo tutti colpevoli, ma anche ignoranti perché chi ci governa nasconde la verità. Solo con i nostri occhi possiamo vedere, capire la realtà.
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